Informativa privacy dell’app digiClò Palmare
Versione 2026-10-16 — 16 ottobre 2026
Riguarda l’app digiClò Palmare per Android, iPhone e iPad: il programma con cui il personale di sala di un locale prende le comande al tavolo. Dice quali dati l’app tratta, dove vanno e chi ne risponde, secondo il Regolamento (UE) 2016/679 («GDPR»). Non sostituisce l’informativa che il locale, titolare del trattamento, dà al proprio personale e ai propri clienti (artt. 13 e 14 GDPR).
1. In breve
- L’app parla solo con la cassa del locale (l’«hub», sul mini PC o sul tablet della cassa), nella rete del locale: non manda su internet i dati delle comande, né al Fornitore né ad altri (il componente di Android che mostra le pagine ha i suoi servizi: punto 7).
- Niente pubblicità, niente tracciamento, nessuna libreria o servizio di terzi per statistiche, pubblicità o analisi. L’app non chiede la posizione, i contatti, le foto, la fotocamera o il microfono.
- Il PIN dell’operatore lo controlla l’hub: sul telefono non resta, e al back office non arriva mai.
- Fra il telefono e l’hub i dati viaggiano in HTTP, non cifrati, nella rete del locale (punto 6).
- I dati li tratta il locale che usa digiClò, che ne è titolare; il Fornitore li tratta per conto del locale, quando arrivano ai suoi servizi in rete o durante l’assistenza.
2. Chi tratta i dati
Il locale (l’impresa che usa digiClò: il bar, il ristorante) è il titolare del trattamento dei dati del proprio personale e dei propri clienti trattati con l’app, come stabiliscono gli artt. 10.5 e 17.1 delle condizioni di licenza di digiClò. Decide perché e per quanto tempo li tratta, e ne informa il proprio personale (anche ai sensi dell’art. 4 della L. 300/1970) e i propri clienti. Per esercitare i diritti su questi dati ci si rivolge prima di tutto al locale.
Banfi Technologies S.r.l., con sede legale in Via Alfredo de Luca 101, 80077 Ischia (NA), partita IVA 10597131217 («Fornitore»), sviluppa digiClò e l’app; negli store l’app può comparire a nome di una persona che la pubblica per conto del Fornitore. Per i dati che le casse del locale inviano al back office di digiClò il Fornitore è responsabile del trattamento (art. 28 GDPR), nominato dal locale con l’accordo dell’Allegato A alle condizioni di licenza; sul mini PC o sul tablet della cassa interviene solo quando il locale chiede assistenza (Allegato A, §A.2.5). Il Fornitore non tratta come titolare i dati che passano dall’app.
Recapito per la protezione dei dati: privacy@digicosoftware.it, oppure la PEC banfitechnologies@pec.it. Il Fornitore non ha nominato un responsabile della protezione dei dati (art. 37 GDPR).
3. Quali dati tratta l’app
| Dati | Da dove vengono | Dove vanno | Perché |
|---|---|---|---|
| Nome dell’operatore, i suoi permessi e l’identificativo con cui la cassa lo riconosce | li manda l’hub quando l’operatore entra col PIN | restano sul telefono finché l’operatore non esce o il palmare non si reimposta; la cassa e il back office del locale li hanno già (il nome, mai il PIN) | sapere chi sta lavorando e che cosa può fare |
| PIN dell’operatore | lo scrive l’operatore | va all’hub solo per essere controllato: non si salva sul telefono e non arriva al back office. Sul mini PC o sul tablet della cassa lo conserva il locale, in chiaro (Allegato A, §A.7.3) | riconoscere l’operatore e attribuirgli le operazioni |
| Comande e conti: tavolo, coperti, articoli, quantità, varianti, livelli, spostamenti, incassi registrati al tavolo (metodo e importo), con l’identificativo dell’operatore che li ha fatti | li batte l’operatore | all’hub, che stampa in cucina e fa emettere lo scontrino al registratore telematico; una copia arriva al back office del locale | servire il tavolo, stampare in cucina, fare il conto e gli adempimenti fiscali, sapere chi ha fatto che cosa |
| Note libere per la cucina | le scrive l’operatore | come le comande, back office compreso | dire alla cucina come preparare un piatto |
| Nome sul conto (per esempio «Rossi») | lo scrive l’operatore, se vuole | all’hub; non arriva al back office | riconoscere il conto al tavolo |
| Nome del palmare scritto all’accoppiamento (per esempio «Palmare sala»), la sua chiave d’accesso (token), l’ultimo indirizzo di rete (IP) del telefono nella rete del locale, l’ora dell’ultimo contatto | nascono all’accoppiamento col codice che mostra la cassa | la chiave resta sul telefono e l’hub ne tiene solo un’impronta, con gli altri dati; al back office arriva solo quanti palmari sono attivi | riconoscere il telefono accoppiato, revocarlo, frenare i tentativi di PIN sbagliati |
Le note possono contenere informazioni sulla salute di un cliente (per esempio un’allergia riferita a una persona riconoscibile): sono dati particolari (art. 9 GDPR). Le condizioni di licenza (art. 10.6) chiedono al locale di scriverle solo quando è strettamente necessario e sotto la propria responsabilità; se il personale le scrive, arrivano al back office con la comanda e il Fornitore le tratta con le stesse misure degli altri dati (Allegato A, §A.3).
L’app non crea account: gli operatori e i loro PIN li crea il locale nella gestione della cassa.
4. Che cosa resta sul telefono
Nella memoria dell’app restano: l’indirizzo dell’hub, la chiave dell’accoppiamento, il nome e i permessi dell’operatore entrato (mai il PIN), il listino e la pianta dei tavoli, le preferenze dello schermo, le richieste battute senza rete e non ancora arrivate all’hub, quelle che l’hub ha rifiutato (finché un operatore non tocca «Visto»), e l’ultima copia dei conti aperti, che si toglie quando il conto è chiuso.
Tutto si cancella con «Reimposta» (il tasto ⟲ in alto) o disinstallando l’app. Sui telefoni Android i dati dell’app sono esclusi dalle copie di sicurezza dell’account Google e dal passaggio a un altro telefono.
5. Che cosa l’app NON fa
- Non mostra pubblicità e non traccia chi la usa, né dentro l’app né fra app e siti diversi.
- Non contiene librerie o servizi di terzi per statistiche, pubblicità, analisi o segnalazione degli errori.
- Non chiede né legge la posizione, i contatti, le foto, i file, la fotocamera, il microfono o il calendario, né gli identificativi del telefono o quello pubblicitario. Su Android l’app ha solo i permessi della rete e della vibrazione (che conferma i tocchi); su iPhone e iPad l’app non chiede permessi (se il sistema chiede di poter usare la rete locale, è per raggiungere l’hub).
- Non manda su internet i dati del locale e non vende né cede dati a nessuno.
6. Come viaggiano i dati
Fra il telefono e l’hub i dati viaggiano in HTTP nella rete del locale: non sono cifrati in transito. Li proteggono il codice d’accoppiamento, che vale dieci minuti, la chiave propria di ogni telefono, che il locale può revocare dalla gestione della cassa, e il freno dei tentativi di PIN; il locale tiene la rete dei palmari separata da quella dei clienti (Allegato A, §A.7.3). Fra la cassa e il back office del locale, su server presso OVH a Gravelines (Francia), i dati viaggiano cifrati (HTTPS).
7. Servizi del sistema e degli store
Sui telefoni Android le pagine dell’app sono mostrate dal componente di sistema WebView, che tiene accesa la protezione Navigazione sicura (Safe Browsing) di Google, come Google raccomanda: per riconoscere le pagine pericolose può confrontare gli indirizzi aperti con gli elenchi di Google, secondo le regole di Google. L’invio a Google delle statistiche d’uso della WebView invece è escluso dall’app, dalla versione 1.3.
Lo scaricamento e gli aggiornamenti dell’app da Google Play e dall’App Store li trattano Google e Apple, secondo le proprie informative. L’app non manda loro dati del locale.
8. Per quanto tempo
- Sul telefono: come al punto 4, fino a «Reimposta» o alla disinstallazione.
- Sul mini PC o sul tablet della cassa: per il tempo che decide il locale, titolare; il programma oggi non applica termini di conservazione automatici (Allegato A, §A.7.3) e il locale cancella con gli strumenti del punto 10.
- Nel back office: secondo l’Allegato A, che propone i termini (24 mesi per note, motivi e identificativi degli operatori, poi resi pseudonimi; 24 mesi per gli operatori disattivati; 14 giorni per le copie del database) e dice che non sono ancora applicati in automatico (§A.7.3 e §A.9.2). I documenti fiscali e le chiusure si conservano 10 anni (art. 2220 c.c.; art. 22 D.P.R. 600/1973). Alla fine del contratto vale il §A.10.
9. I diritti
Chi lavora nel locale, o ne è cliente, può chiedere di accedere ai propri dati, di rettificarli, di cancellarli, di limitarne il trattamento, di riceverli in un formato leggibile da dispositivo automatico (portabilità) e di opporsi al trattamento basato sul legittimo interesse (artt. 15-21 GDPR). La richiesta va al locale, titolare. Se arriva al Fornitore (privacy@digicosoftware.it), il Fornitore la inoltra al locale senza ritardo e lo aiuta a rispondere (Allegato A, §A.9.1). Alcuni dati non si possono cancellare finché la legge impone di conservarli, come i documenti fiscali (art. 17, par. 3, lett. b, GDPR).
Resta il diritto di proporre reclamo al Garante per la protezione dei dati personali (Piazza Venezia 11, 00187 Roma, www.garanteprivacy.it) o all’autorità del Paese UE in cui si risiede o si lavora (art. 77 GDPR).
10. Come si cancellano i dati
- Sul telefono: «Reimposta» (⟲ in alto), poi, se il telefono non serve più, si disinstalla l’app.
- Sul mini PC o sul tablet della cassa, dal locale, nella gestione della cassa (Personale): «Revoca» toglie l’accesso a un palmare; «Togli il nome» rende anonimo un operatore spento che ha lavorato (diventa «Operatore cessato N» e il PIN si cancella); «Elimina» toglie un operatore che non ha mai lavorato.
- Nel back office: su richiesta del locale il Fornitore toglie il nome di un ex dipendente e, alla fine del contratto, chiude il cliente secondo l’Allegato A (§A.10), che dice anche che cosa resta e perché.
11. Modifiche
Ogni versione di questa informativa porta un numero e una data. Una versione nuova si pubblica in questa stessa pagina; quelle precedenti restano consultabili indicando la versione.
Gli altri testi: Condizioni di licenza (con l’Allegato A, l’accordo sul trattamento dei dati) · Informativa del sito e della vendita.